Category: Classe 3^A Secondaria

febbraio 23rd, 2017 by Maestro Mirko

14 marzo del 44 a.C.

Notizie provenienti dalla Gallia Cisalpina (l’odierno nord Italia) parlano confusamente di un esercito di barbari mai visti prima in marcia verso Ariminium (Rimini).

Cesare, informato di ciò, annulla la prevista seduta in Senato del giorno successivo, mandando così, senza saperlo, a monte il piano dei congiurati capeggiati da Bruto e Cassio, che avrebbero dovuto assassinarlo proprio in quella circostanza.

La maggior parte delle sperimentate legioni cesariane si trova in Macedonia, dall’altra parte dell’Adriatico, da dove avrebbe dovuto iniziar l’invasione di Dacia (Romania) e Partia (Iraq). Il dittatore si sposta quindi a Corfinium con appena tre coorti (poco più di 3000 uomini) e un migliaio di ausiliari, più un piccolo corpo di cavalleria germanica.

Da Corfinium spedisce oltre il Po un piccolo corpo di fanteria ausiliaria comandato da  Decimo  Bruto e un distaccamento di cavalieri per saggiare le intenzioni dei barbari; questi ultimi sono in realtà un gruppetto di volteggiatori francesi che precedono due quadrati di veterani della Grande Armée (2000 uomini circa), nonché un distaccamento di dragoni a cavallo, guidati dal vecchio generale Dumas. Al loro seguito si trascinano faticosamente due pezzi di artiglieria malconci e poche munizioni.

Francesi, a voi la prima mossa; ecco la visualizzazione dei due schieramenti (in rosso i Romani e in blu i Francesi):

 

Posted in Classe 2^D Secondaria, Classe 3^A Secondaria, Classe 4^ Pressana, Classe 5^ Pressana, Senza categoria

gennaio 9th, 2017 by Maestro Mirko

Salve a tutti, in vista del confronto virtuale fra questi due “colossi” del Passato, fondatori dell’età moderna e contemporanea nel campo non solo militare ma anche in quello delle leggi e culturale, consiglio una lettura informativa sulle loro battaglie più famose: Farsalo (48 a.C.) ed Austerlitz (1805):

Farsalo (Cesare contro Pompeo):

http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Farsalo/Farsalo.html  (con schemi e letture ricostruttive)

Video:https://www.youtube.com/watch?v=SbABv8c2SKI  (in inglese e con grafica da videogioco, ma è molto chiaro e immediato)

Austerlitz (Napoleone contro l’Impero Austro-ungarico e quello russo):

https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Austerlitz (molto dettagliato, ha ottenuto la “stella gialla per articolo di qualità su Wikipedia)

Video: https://www.youtube.com/watch?v=cRZYwb5lOuQ

Chi ha tempo di andare in biblioteca può leggersi “Farsalo 48 a.C.” della Goriziana Editrice e “Austerlitz 1805” dello stesso editore.

Tra una settimana esatta posteremo la prima mossa proposta dai bambini della primaria di Pressana. Grazie a tutti per l’attenzione!

Posted in Classe 3^A Secondaria, Classe 4^ Pressana, Classe 5^ Pressana, Senza categoria

gennaio 22nd, 2016 by Maestro Mirko

Napoleone Bonaparte e Caio Giulio Cesare

 

Napoleone (Ajaccio 1769 – Sant’Elena 1821) fu senza dubbio il più grande generale del XIX secolo, capace di conquistare in pochi anni un immenso impero che andava dal Portogallo alla Polonia. Eppure Napoleone avrebbe sempre voluto “misurarsi” e confrontarsi con Giulio Cesare (101 – 44 a.C.) che riteneva, assieme ad Alessandro Magno, uno dei suoi modelli: si pensi che dormiva sempre con una copia della Vita di Cesare dello storico greco Plutarco sotto il cuscino.

Napoleone scrisse un libro intitolato Le guerre di Cesare dove, esaminando in dettaglio le campagne militari del grande condottiero dell’antica Roma contro i Galli, affermò che avrebbe saputo fare di meglio, a patto…di poter adoperare i suoi cannoni e la sua artiglieria contro gli accampamenti delle legioni!!!

Di certo, anche Cesare perse un paio di scontri (a Gergovia, in Gallia, o a Durazzo, contro il rivale Pompeo) ma vinse sempre in modo netto e definitivo i suoi avversari, cosa che a Napoleone non riuscì praticamente mai (dopo la prima campagna d’Italia contro gli Austriaci ne seguì una seconda; dopo la grande vittoria di Austerlitz contro gli Austro-Russi seguirono anni e anni di ulteriori campagne contro queste due potenze; in Egitto Napoleone vinse contro tutti i suoi avversari ma la sua flotta venne annienta ad Abukir dall’ammiraglio inglese Orazio Nelson, lasciandolo praticamente bloccato e isolato in Oriente…).

Diciamo che Napoleone era un ottimo tattico, che sapeva intuire quando e come colpire durante le battaglie (a Marengo, ad Ulma, ad Austerltz, etc.), mentre Cesare era un eccellente stratega, che sapeva gestire una guerra in modo ordinato e globale.

Punto debole di entrambi i condottieri erano i collaboratori: Cesare fu tradito da Labieno, comandante della sua cavalleria in Gallia che poi passò dalla parte di Pompeo; Napoleone fu abbandonato dal suo maresciallo Bernadotte che – nominato dallo stesso Napoleone re di Svezia – si unì ai Russi e agli Inglesi contro il suo ex comandante; Cesare inviò il tribuno Curione in Africa contro re Giuba ma Curione riuscì a farsi sconfiggere e uccidere dagli Africani con un’intera legione di esperti veterani e toccò allo stesso Cesare intervenire di persona per rimediare al disastro; Napoleone perse molte occasioni favorevoli per colpa del suo lentissimo maresciallo Ney, che gli costarono parecchie perdite durante la disastrosa invasione della Russia e gli fece sfuggire la vittoria contro i Prussiani e gli Inglesi a Waterloo).

Vorrei lanciare un sondaggio: secondo voi chi era il migliore dei due condottieri, Cesare o Napoleone?

Posted in Classe 3^A Secondaria, Classe 5^ Pressana, Classe 5^ Roveredo di Guà, Classe 5^A Cologna Veneta, Classe 5^B Cologna Veneta, Classe 5^C Cologna Veneta

gennaio 9th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

Monte Grappa, 31 Gennaio 1916

Cari genitori, sto scrivendo questa lettera in uno dei pochi momenti di tregua che ci sono sul campo di battaglia.
Nonostante i nostri sforzi bellici imponenti e continui attacchi, il nemico
ci respinge continuamente infatti da due settimane siamo fermi nello stesso luogo. Le munizioni scarseggiano sempre più, mi sono rimaste tre bombe a mano, il fucile e la baionetta,il lanciafiamme e’ fuori uso ma abbiamo ancora molte scorte di gas asfissiante.
Per tenere lontano il nemico abbiamo creato enormi buche nascoste con rami e foglie dove al suo interno abbiamo posizionato delle mine.
Nella trincea c’é un fetore incredibile causato dall’impossibilita’ di curare i feriti che sono pieni di piaghe e sangue infetto e purtroppo sono finite le bende, i disinfettanti,gli anestetici e oggi e’ morto anche un altro dottore.
Della mia compagnia siamo partiti in cinquanta e siamo rimasti in dieci, molti sono morti in battaglia altri dalle ferite gravi, altri dal freddo.
Abbiamo il morale a pezzi per il disagio in cui viviamo e per le persone che perdiamo ogni giorno, pero’ sappiamo che siamo qui per difendere la nostra amata patria.
Ci sono molti miei compagni che sono scappati dalla guerra, ma sono sicuramente inseguiti sia dalle nostre gerarchie militari che dal nemico.
Spero che la guerra finisca presto perché e’ molto spietata e non vedo l’ora di ritornare a casa da tutti voi, un abbraccio forte.
Igor

Posted in Classe 3^A Secondaria

gennaio 5th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

Cari mamma e papà,
qui nelle trincee non sto molto bene; molti miei amici si sono ammalati e sono morti. E’ da un anno che continuiamo ad attaccare però guadagnamo qualche metro per poi perderne altrettanti. Ieri ci è scoppiata una bomba a mano vicino; io sono ancora vivo ma dei miei amici sono morti.
Molti di noi hanno tagli o graffi però non ci sono abbastanza bende o disinfettanti per curarci tutti e infatti molti muoiono anche per infezioni.
Voglio tornare a casa e smettere di uccidere persone che non mi hanno fatto niente di cui molti sono ragazzi come me.
Vorrei scappare però se scappo prendono un soldato ogni dieci a caso e li uccidono quindi mi sentirei in colpa.
Un abbraccio, Mario

Posted in Classe 3^A Secondaria

gennaio 5th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

LETTERA DI UN SOLDATO AL FRONTE ALLA FAMIGLIA
31 dicembre 1915

Cari genitori ,
ormai è un anno che sono in guerra , vorrei essere a casa con voi a festeggiare quest’ultimo giorno dell’anno ma questo conflitto non ci risparmia neanche questa volta . Il generale delle armate Cadorna ci ha detto che questa notte ricominceranno di nuovo tutti quei rumori frastornanti di mitragliatrici, bombe, carri armati e fucili che mi spaventano ancora anche se mi trovo qui da molto tempo.
La vita qua è sempre più difficile, ogni giorno mi trovo un compagno in fin di vita o morto di fianco, molti altri soldati sono morti per tantissime malattie visto che dobbiamo stare tutti i giorni all’aperto con il sole, la neve o la pioggia; quando nevica qua fa molto freddo, i nostri vestiti ormai diventati stracci non tengono più calore, per questo mi hanno dovuto amputare due dita della mano sinistra. Per colpa del gelo non circolava più sangue nelle vene, se mi avessero amputato tutta le dita sarei potuto tornare da voi perché non sarei stato più in grado di tenere in mano un fucile, ma non è successo, per questo ora mi trovo ancora qui in questa trincea a cercare di sopravvivere e riuscire finalmente ad avanzare per conquistare Trento e Trieste e formare finalmente l’Italia unita .
Nelle notti in cui non si combatte inizio a pensare a voi e quanto vorrei essere con voi per non restare in questo posto infernale, a volte mi scende qualche lacrima e dopo un po’ non riesco a smettere. Molti altri soldati li vedo nascosti da qualche parte a piangere e gli vado vicino e gli dico che un giorno tutto questo finirà e lo spero proprio che sia molto presto .
Molti soldati hanno cercato di scappare e per questo i generali sceglievano 10 soldati a caso e li fucilavano per colpa del compagno che era scappato, a me verrebbero i sensi di colpa se lasciassi il campo di battaglia e venissero uccisi dei soldati innocenti al posto mio .
Ogni giorno che passa si mangia sempre di meno, a volte succede che non ci diano neanche un pasto quindi rimaniamo a digiuno. Se riuscite, quando vi arriverà questa lettera, vi chiedo di mandarmi del cibo per questo sarei molto grato .
Vi voglio molto bene, aspetto la vostra lettera. A presto .
Vostro figlio Emanuele

Posted in Classe 3^A Secondaria

gennaio 5th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

04/01/1917
Cara Ernestina,
è l’alba e in questo momento di pausa noi soldati possiamo scrivere alle nostre famiglie.
In questi giorni ci sono continui attacchi sia da parte degli striaci che da parte nostra, non ci sono miglioramenti una volta vinciamo e una perdiamo stando sempre al punto di partenza anche se i soldati sono sempre di più ad andarsene, non so se mi spiego …
Ieri è morto Mario,il marito della Jole. Eravamo in campo, gli striaci hanno lanciato gas asfissianti e noi abbiamo risposto con bombe a mano, io sono riuscito a ripararmi in trincea mentre lui non ce l’ha fatta. Mi dispiace tanto ma dì alla Jole che proprio ieri, prima di morire, Mario mi ha supplicato di farle sapere che l’amava molto.
Qui in trincea siamo quasi tutti molto malati, le ferite dei miei compagni sono molto gravi e lo sporco non aiuta, molti soldati muoiono per via delle loro infezioni. Purtroppo non abbiamo molte bende o disinfettanti e quelli che abbiamo li usano per curare i “pezzi grossi” come generali e colonnelli .
Alcuni dei miei compagni si sono mutilati da soli per andare a casa, i generali la chiamano “diserzione” e provvedono con la decimazione, ammetto che ogni tanto anche io sono tentato da questo pensiero, ma non potrei mai portarmi sulle spalle il pensiero che per colpa mia potrebbero morire dei soldati, magari più giovani di me, che hanno più speranza e più voglia di vivere.
Le decimazioni sono le cose che mi fanno più preoccupare, non solo perché potrei finirci di mezzo, ma soprattutto perché molti innocenti muoiono per colpa delle ribellioni che fanno altri.
Ormai è ben un anno che sono qui, ho visto molti volti che ora nessuno potrà più vedere e non so se ritenermi fortunato per essere ancora in vita o sfortunato proprio per esserlo.
Tra qualche settimana arriveranno i ragazzi del ’98, spero per loro che questa guerra finisca al più presto così almeno loro non dovranno stare qui per molto.
Mi manchi tanto moglie cara, spero che almeno le cose da te vadano meglio e che riesca a mangiare tutti i giorni, salutami il paese e spero di rivederti presto.
Tuo Gianni.

Posted in Classe 3^A Secondaria

gennaio 5th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

Matilde D.R. foto04 LUGLIO 1917
Mia amata,
è mercoledì e mi trovo qui in trincea sull’Ortigara. E’ da poco terminata la seconda importante battaglia e siamo qui bloccati da più di anno ormai … credo, ho perso persino la misura del tempo, non ricordo nemmeno più il tragico giorno in cui vi ho lasciato … quel maledetto giorno in cui la guerra mi ha strappato da voi, cara moglie, e dal nostro bambino ancora in grembo. Quel piccolo pargoletto come sta? Spero abbia preso la bellezza di sua madre e la determinazione di suo padre … mi angoscia pensare di non aver visto nascere il nostro piccolo Giangocetto e mi sale la collera se penso a quanti buoni uomini la guerra ha dato la mia stessa sorte, costretti ad abbandonare famiglia e quant’altro, per cosa? Per scendere in trincea e passare la giornata tra ripetuti attacchi e avanzate senza alcuna vittoria, vedendo morire amici e compagni, morire e senza una degna sepoltura, gettati in fiumi o in buche scavate in velocità sul terreno? … pensare che la stessa fine potrei farla io, no no no non posso pensare di non vedere nemmeno mio figlio prima di morire.
Giorno e notte le mie orecchie vengono frastornate dagli assidui botti che seguono all’utilizzo di bombe a mano scagliate nel campo nemico che rivendica il suo territorio inondando di nuvole tossiche contenenti gas asfissianti i nostri, ormai poco sicuri, accampamenti.
Sei sempre nei miei pensieri, in ogni istante della giornata penso al giorno delle nostre nozze, all’amore che ci legava e che mi tiene vivo oggi nella speranza di poterti abbracciare di nuovo e invecchiare con te, o mia dolce Fernanda. Conservo la tua foto nella tasca sinistra, vicino al cuore … mi sembra così di sentirti più vicino.
Mi rattrista informarti che il 28 giugno, durante uno degli assalti decisivi , sono rimasto ferito ad una gamba a causa di un’esplosione di mina che ha fatto a pezzi un mio camerata.
Fortunatamente io sono stato colpito non in modo grave, ma la mia ferita a causa di carenza di medicamenti, si sta infettando, c’è l’impossibilità di curare i malati e gli ammutinamenti di guerra aumentano di giorno in giorno; persiste la scarsità di bende, anestetici e disinfettanti del quale abbiamo un INDISPENDABILE bisogno.
Da svariati mesi ormai è sempre più frequente il malcontento generale tra i soldati oramai sfiniti dalla guerra … molto spesso alcuni scelgono la diserzione per sfuggire alle tragiche conseguenze che seguono i combattimenti, la cosa più tragica però è come reagiscono i comandanti a questa scelta … la “decimazione” è la punizione utilizzata più frequentemente, consiste nel fucilare i disertori e molti soldati, il cui unico desiderio era tornare a casa. Sono morti, morti con una speranza … quella di scappare.
Mia dolce Fernanda, spero stiate bene, spero che la guerra finisca presto così potrò tornare da voi mia amata e da nostro figlio, il cui sorriso devo ancora vedere … il generale ci chiama a rapporto, spero di avere presto vostre notizie.
Per sempre vostro Renato.

Posted in Classe 3^A Secondaria

gennaio 5th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

24-12-1916

Cara madre,
mi mancate molto e qui il freddo non sembra volerci dare tregua; come previsto la divisa è troppo leggera.
Gli attacchi non cessano mai, nemmeno oggi, la vigilia di Natale.
Stamattina ci siamo svegliati all’alba, se così si può dire, dato che il nostro è più un torpore che altro, per lo scoppio di una granata.
Non so se qualcuno sia morto, ma di certo ci sono stati dei feriti.
Sotto la neve abbiamo poi imbracciato la baionetta per una controffensiva. Diversi miei compagni sono rimasti feriti tra cui Carlo, un ragazzo di Torino.
Appena arrivato era un affermato interventista ma, dopo poco, come a tutti noi, il sorriso si è spento e il morale è colato a picco, d’altronde i generali gridano all’attacco appena possono, le provviste sono quelle sono, molto poche. Non parliamo poi delle condizioni igieniche, ci sono sempre troppi feriti e troppe poche bende e altrettanti disinfettanti.
Sai ho paura, paura di essere ucciso o di essere colpito da una malattia perché sarebbe l’equivalente di essere colpito da un proiettile, date le cure che scarseggiano.
Ho tanto freddo, non sento più le dita dei piedi e quando premo il grilletto lo so perché vedo le dita muoversi, non sento nemmeno le dita delle mani, a volte però vorrei non sentire ciò che dicono i generali, sono solo stupidaggini. Dicono che stiamo combattendo per Trento e Trieste, per dei nostri fratelli, ma io non so chi siano Trento e Trieste. Dicono che stiamo vincendo perché abbiamo conquistato due metri, ma il giorno dopo ne perdiamo tre.
Ho fame, freddo e paura, voglio tornare a casa ma non posso, speriamo che la guerra finisca presto.
A volte penso che potrei fuggire o forse riuscire a farmi dare una licenza e poi restare a casa con voi, ma se quando ci chiamano noi non siamo presenti, uno su dieci dei nostri compagni viene fucilato.
Ora devo andare a fare il cambio di guardia, ho paura anche di questo. Spero che almeno voi stiate bene e che tu non debba lavorare troppo a causa mia e di mio padre.
Tuo figlio Alberto

P.S.: se avete qualcosa di pesante che tiene caldo mandatemelo

Posted in Classe 3^A Secondaria

gennaio 5th, 2016 by 3A Scuola Secondaria

Caporetto 22 ottobre 1917

Cara Isabel,
è da molto che non ti scrivo ti prego di perdonarmi ma abbiamo ricevuto continui attacchi e non avevamo un attimo di tranquillità. O Isabel qua si sta davvero male e non sono l’unico a pensarlo, qua tutti non vedono l’ora di tornare dalle loro famiglie, siamo stanchi, ma se qualcuno osa scappare avviene la decimazione ovvero uccidono un soldato ogni dieci.
È una cosa tremenda. Mi chiedo a cosa serve, uccidere persone che non c’entrano niente, pensa che per poco toccava a me, ma per fortuna sono ancora salvo. Perché uccidere i propri soldati, perché?
Riguardo alla nostra posizione siamo sempre lì, anche se qualche giorno fa siamo avanzati di qualche metro, ma ora siamo da capo, solo con più morti e tra quei morti c’era anche tuo cugino Luigi, mi dispiace tanto Isabel. Luigi credo non fosse morto subito ma non mi è stato permesso di fermarmi e di poterlo aiutare, anche se non avrei saputo come curarlo, lo sai che non ci sono né medicine né disinfettanti, non abbiamo niente.
Il nostro generale Cadorna è un vero mostro: ordina continui attacchi, anche se i soldati sono stremati e non ce la fanno più. Tutti hanno il terrore di lui. Hanno detto che presto lo sostituiranno, per fortuna; non ne possiamo più è una persona senza cuore. In più per dimostrare il tuo coraggio ti obbliga ad uscire dalla trincea anche se si spara e, se qualcuno non vuole, lo fucila all’istante. Non mi è mai successo, ma non vorrei mai perché pochissimi sono quelli che salgono e che riescono a scendere ancora vivi, la maggior parte viene colpita e uccisa, è una cosa assurda.
Ieri il generale è arrivato, dopo una riunione col governo, con nuove armi: i gas asfissianti che possono addirittura distruggere un fronte intero e immagina un po’ a chi ha dato il compito di usarli… proprio a me, quando ha pronunciato il mio nome tutto l’odio che provavo per lui si è trasformato in adorazione, in più mi ha fatto un sacco di complimenti. Ha detto che sono un uomo determinato e che non ho paura di niente, che sono il più forte e che sono quello più adatto, mi sono sentito un re perché è una cosa molto difficile che faccia complimenti. Invece, l’unica cosa che mi preoccupa: ho paura che anche il fronte austriaco li utilizzi e allora sarebbe un vero disastro per noi.
A casa come va?
Come sta nostro figlio Pietro? Gli è passata la febbre? Mi manca moltissimo, mi potresti mandare una sua foto perché i miei compagni vorrebbero vederlo e anch’io.
A te come va? Mi manchi moltissimo anche tu. I miei amici mi hanno fatto i complimenti perché vorrebbero anche loro una moglie bella come la mia. Ti amo.
E mia madre e mio padre? Come stanno? Sei riuscita a convincerli a trasferirsi da noi?
Mi mancate tutti. Non vedo l’ora di riabbracciarvi e di ritornare al caldo nella mia casa, perché qua ogni giorno è sempre più freddo e di poter dormire con voi su un morbido letto e di poter rimangiare le tue deliziose torte alle mele, le tue minestre e quelle di mia mamma, anche se sono insipide, ma di sicuro sempre meglio di quello che mangio qua. Da quando sono arrivato credo di essere dimagrito di 8 o 9 o addirittura 10 chili, quando tornerò non mi riconoscerai più..
Mi mancate non vedo l’ora di rivederti.
Ciao a presto.

Giacomo

 

Posted in Classe 3^A Secondaria

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi